Fondatore Hezbollah: “Israele ha 250 bombe atomiche ma si punisce l’Iran” – Porta a porta 07/05/2026

Fondatore Hezbollah: "Israele ha 250 bombe atomiche ma si punisce l'Iran" - Porta a porta 07/05/2026

SCONVOLGENTE INTERVISTA A HEZBOLLAH! “SIAMO TUTTI UN SOLO PARTITO”: LE PAROLE CHE FANNO TREMARE IL MEDIO ORIENTE

Nuove dichiarazioni shock incendiano il dibattito internazionale. Durante un’intervista destinata a far discutere, il dirigente di Hezbollah Haj Hassan ha parlato senza filtri del rapporto tra politica, guerra, Iran e Israele, lanciando accuse pesantissime e parole che stanno facendo esplodere i social e i media internazionali.

“Non esiste alcuna differenza tra ala politica e ala militare”, ha dichiarato il membro storico del movimento libanese, spiegando di essere parte di Hezbollah fin dalla fondazione e di aver ricoperto anche incarichi parlamentari e ministeriali. Una frase fortissima che ha immediatamente acceso polemiche ovunque.

Secondo Haj Hassan, Hezbollah sarebbe “un solo partito, il partito di Dio”, senza separazioni interne. Un’affermazione che arriva mentre cresce la pressione internazionale per il disarmo del gruppo armato in Lebanon.

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Ma non è tutto. Nell’intervista il dirigente ha attaccato duramente Benjamin Netanyahu e lo Stato di Israel, accusandoli di portare avanti un “progetto espansionistico” e citando perfino la controversa “mappa del Grande Israele”, che secondo lui includerebbe anche il Libano.

Parole pesanti anche sul conflitto israelo-palestinese. Haj Hassan ha sostenuto che il vero problema non sia una singola leadership politica, ma “l’intero progetto sionista”, ribadendo però di non essere contro il popolo ebraico bensì contro la nascita dello Stato di Israele.

L’intervista si è fatta ancora più esplosiva quando si è parlato dei rapporti con Iran. Haj Hassan ha ammesso apertamente il sostegno iraniano a Hezbollah: “Soldi, equipaggiamenti, armi… non è un segreto”. Una confessione destinata a far discutere a livello internazionale.

E quando gli è stato chiesto se teme per la propria vita dopo le minacce di Netanyahu contro i membri del gruppo, la risposta è stata gelida: “Se moriremo martiri per mano del nemico sionista, sarà il nostro più grande desiderio”.

Nel corso dell’intervista si è parlato anche della morte di Hassan Nasrallah e di altri leader del movimento. Ma Haj Hassan ha negato che Hezbollah sia stato indebolito, sostenendo anzi che il tentativo internazionale di disarmare il gruppo dimostrerebbe il contrario.

Infine, il dirigente ha lanciato un’altra provocazione destinata a dividere l’opinione pubblica: secondo lui l’Occidente difenderebbe il diritto di esistenza di Israele senza garantire gli stessi diritti ai palestinesi, accusando in particolare l’Europa di restare immobile davanti alla situazione.

Un’intervista durissima, piena di dichiarazioni destinate a far discutere ancora a lungo e che riaccendono le tensioni su uno dei conflitti più delicati del pianeta.