GIALLO CHOC IN MOLISE: MADRE E FIGLIA MORTE A 24 ORE DI DISTANZA, L’OMBRA DELLA RICINA E IL SOSPETTO TERRIBILE SULLA FAMIGLIA 😨⚠️
L’Italia resta con il fiato sospeso davanti a uno dei casi più inquietanti degli ultimi mesi. La morte di Antonella Di Yelsi e della figlia Sara Di Vita, avvenute a sole 24 ore di distanza, potrebbe nascondere uno scenario da brividi: un possibile avvelenamento da ricina, uno dei veleni più letali conosciuti.
E ora gli investigatori starebbero guardando sempre più da vicino proprio alla cerchia familiare.
A rompere il silenzio è stato Giovanni, cugino di Antonella, che ha pronunciato parole pesantissime: “Spero soprattutto che non sia in ambito strettamente familiare”. Una frase che racconta tutta la paura e il sospetto che ormai aleggia attorno a questa tragedia.
Secondo quanto trapela, la Procura di Larino starebbe concentrando le indagini su quattro o cinque persone molto vicine alle vittime. Nel frattempo la polizia scientifica avrebbe effettuato nuovi sequestri nella casa di Pietracatella, portando via telefoni, dispositivi elettronici e perfino router Wi-Fi.
Gli investigatori cercavano inizialmente due cellulari, ma alla fine ne sarebbero stati sequestrati addirittura cinque, alcuni senza SIM card. Un dettaglio che potrebbe rivelarsi decisivo.
Gli inquirenti starebbero infatti analizzando anche i router internet dell’abitazione per verificare chi si sia collegato alla rete Wi-Fi della casa nei giorni cruciali. Un semplice accesso potrebbe aver lasciato una traccia digitale fondamentale per identificare chi frequentava davvero quell’appartamento.
Intanto continua senza sosta la lunga serie di interrogatori tra parenti, amici e conoscenti. Più di cento persone sarebbero già state ascoltate dagli investigatori nel tentativo di ricostruire gli ultimi momenti di vita delle due donne.

A rendere il caso ancora più inquietante sono le indiscrezioni sulla quantità di sostanza tossica trovata nel sangue delle vittime. Secondo alcune ipotesi investigative, la concentrazione di ricina sarebbe stata addirittura centinaia di volte superiore alla dose letale.
Un dettaglio che farebbe pensare a una possibile doppia somministrazione del veleno.
Gli esperti intervenuti sul caso ritengono che un piano simile difficilmente potrebbe essere stato messo in atto da uno sconosciuto. Per molti, chi ha colpito conosceva molto bene la casa, le abitudini delle vittime e aveva accesso diretto alla famiglia.
Nel frattempo il clima resta pesantissimo e il mistero si infittisce di giorno in giorno. Chi ha davvero ucciso Antonella e Sara? E soprattutto: il responsabile si nasconde davvero tra le persone più vicine alle due donne?


