Garlasco, gli amici si allontanano da Sempio: “Al Punto Zero, non da Poggi”

Garlasco, gli amici si allontanano da Sempio: “Al Punto Zero, non da Poggi”

Nuovi sviluppi tornano ad accendere il caso Garlasco, aggiungendo ulteriori tasselli a un’inchiesta che, a distanza di anni, continua a generare interrogativi e interpretazioni contrastanti. La posizione di Andrea Sempio si complica ulteriormente mentre emergono dichiarazioni, ricordi e intercettazioni che delineano un quadro sempre più frammentato.Garlasco amici smentiscono Sempio casa Poggi cantina audio 2017 orario delitto

Al centro dell’attenzione c’è innanzitutto la testimonianza degli amici storici della comitiva di Garlasco, che avrebbero ridimensionato in modo significativo la presunta frequentazione assidua della casa di Chiara Poggi. Secondo quanto riferito agli investigatori, il gruppo si riuniva abitualmente in luoghi considerati “neutri”, come il cosiddetto “Punto Zero” del paese, oppure nelle abitazioni di alcuni amici, dove si trascorrevano le serate tra videogiochi e momenti di socialità.

In questa ricostruzione, la villetta di via Pascoli non sarebbe stata un punto di ritrovo frequente. Le visite alla casa della famiglia Poggi vengono descritte come sporadiche, spesso limitate alla zona giorno al piano terra, senza una reale familiarità con gli spazi superiori. Alcuni dei testimoni sentiti dagli inquirenti hanno infatti sottolineato di non ricordare accessi al primo piano, mentre altri hanno dichiarato di non aver mai visto Sempio scendere nella cantina dell’abitazione, il luogo in cui Chiara Poggi fu poi ritrovata senza vita.

Un dettaglio che, secondo gli investigatori, assume un peso non trascurabile, proprio perché la conoscenza della disposizione interna della casa è uno degli elementi su cui si è a lungo discusso nel corso delle indagini.

A rendere il quadro ancora più complesso è un’intercettazione risalente al 2017, emersa nel contesto della prima inchiesta poi archiviata. Si tratta di un audio registrato alle 17.43 dell’8 febbraio, poco dopo la notifica di un invito a comparire per Sempio. L’uomo si trova da solo in auto e, parlando tra sé e sé, pronuncia una frase che oggi gli inquirenti considerano di particolare rilievo: “alle nove e mezza a casa”.

Per la Procura di Pavia, quel passaggio potrebbe riferirsi all’orario in cui Sempio si sarebbe recato presso l’abitazione della vittima il giorno del delitto. Un elemento che, inserito nel contesto delle ricostruzioni temporali dell’aggressione — compatibili secondo alcune consulenze con una finestra di circa 15-20 minuti — viene riletto oggi con maggiore attenzione.

La stessa intercettazione viene collegata ad altri frammenti già emersi negli anni, tra cui i cosiddetti soliloqui registrati durante le indagini, in cui Sempio avrebbe fatto riferimento a elementi considerati dagli investigatori significativi, come orari, presunte chiamate e particolari dell’episodio.

Parallelamente, dalle carte emergono anche nuovi approfondimenti sul fronte opposto, quello relativo ad Alberto Stasi. Secondo una recente rilettura tecnico-investigativa, sarebbe stata individuata una terza impronta riconducibile all’ex fidanzato di Chiara Poggi sul dispenser del sapone del bagno. Si tratterebbe del mignolo della mano destra, che andrebbe ad aggiungersi alle due impronte già catalogate anni fa.

Le precedenti sentenze avevano considerato quelle tracce uno degli elementi a sostegno della condanna definitiva. Tuttavia, una nuova consulenza le interpreta in modo differente, ritenendole compatibili con una normale frequentazione dell’abitazione, senza valore indiziario autonomo.Garlasco, gli amici lo mollano: "Cosa succedeva da Marco Poggi"

Un ulteriore punto di discussione riguarda l’ipotesi dell’appostamento. Secondo una delle ricostruzioni investigative, Sempio potrebbe essersi trovato nei pressi dell’abitazione la mattina del delitto, in attesa di un’occasione favorevole per entrare. Uno scenario che però apre interrogativi immediati: se così fosse, come spiegare l’assenza di testimoni in grado di confermare la sua presenza?

Alcune dichiarazioni raccolte negli anni sembrano andare in direzione opposta. Una vicina di casa ha affermato di non averlo mai visto nei pressi dell’abitazione, mentre altri testimoni hanno ricordato soltanto incontri occasionali legati alla comitiva del fratello di Chiara Poggi, Marco.

Un altro elemento risalente ai giorni immediatamente successivi al delitto riguarda una conversazione telefonica tra le madri di Stasi e Poggi, in cui si faceva riferimento alla presenza di “una persona in giardino”. Un dettaglio rimasto a lungo senza una collocazione precisa e che oggi torna ad essere oggetto di rilettura.

Nel frattempo, Andrea Sempio è stato recentemente a Roma per sottoporsi a una consulenza psicologica richiesta dalla difesa. Un esame personologico che potrebbe assumere rilievo nel corso del procedimento. Il suo arrivo alla stazione Termini non è passato inosservato: tra i presenti, alcuni lo hanno riconosciuto, reagendo in modo contrastante.

Tra chi gli ha stretto la mano con parole di incoraggiamento e chi, invece, gli ha rivolto commenti duri, si è consumata una scena che fotografa perfettamente la polarizzazione dell’opinione pubblica attorno al caso. Alla domanda sul suo stato d’animo, Sempio avrebbe risposto in modo breve e diretto: “Non riesco quasi più a lavorare”.

Intanto, il dibattito mediatico continua ad alimentarsi, tra trasmissioni televisive, analisi e scontri pubblici tra opinionisti e avvocati, segno che il caso Garlasco resta ancora oggi uno dei più divisivi della cronaca italiana.