IL RETROSCENA SEGRETO DOPO LA SCOMPARSA DI ILENIA CARRISI: ROMINA POWER ROMPE IL SILENZIO E RIVELA LA TELEFONATA DI SOFIA LOREN RIMASTA NASCOSTA PER 30 ANNI
A oltre trent’anni da uno dei misteri più dolorosi e irrisolti dello spettacolo italiano, una nuova rivelazione di Romina Power riapre ferite mai davvero rimarginate e getta nuova luce sulla drammatica scomparsa di Ylenia Carrisi.
Un dettaglio rimasto nascosto per decenni, una telefonata mai raccontata pubblicamente e parole che oggi tornano a scuotere profondamente l’opinione pubblica.
Ospite di Rai Radio 2, Romina ha deciso di condividere un episodio fino a oggi rimasto nell’ombra, risalente ai giorni immediatamente successivi alla sparizione della figlia a New Orleans, nel gennaio del 1994.

Un racconto che ha lasciato tutti senza fiato.
Secondo quanto rivelato dall’artista, nei momenti più drammatici delle ricerche ricevette una telefonata del tutto inaspettata da Sofia Loren.
Una chiamata privata, mai resa nota prima, durante la quale la grande attrice avrebbe pianto al telefono, offrendo a Romina un sostegno profondo e sincero.
Non parole di circostanza, ma il dolore autentico di una madre che parlava a un’altra madre devastata dall’angoscia.
Un gesto che Romina non ha mai dimenticato e che oggi, dopo oltre tre decenni, ha scelto di raccontare pubblicamente.
La famiglia Carrisi rimase a New Orleans per circa un mese, vivendo giorni segnati da speranza, paura e disperazione, prima che Al Bano fosse costretto a rientrare in Italia per impegni professionali.
Ma ciò che continua a colpire è la fermezza con cui Romina ancora oggi respinge la versione ufficiale.
La cantante ha ribadito di non aver mai creduto alla teoria secondo cui Ylenia si sarebbe gettata nel fiume Mississippi, ipotesi emersa all’epoca sulla base della testimonianza di un guardiano dell’acquario cittadino.
Per Romina, qualcosa in quella ricostruzione non ha mai convinto.
Secondo l’artista, anche le indagini condotte dalle autorità americane e dall’Federal Bureau of Investigation avrebbero presentato lacune significative, complice anche il fatto che Ylenia fosse maggiorenne.
Un dettaglio che avrebbe limitato la profondità degli accertamenti.
E nonostante nel 2014 il tribunale di Brindisi abbia dichiarato ufficialmente la morte presunta della giovane, Romina continua a non arrendersi.
La sua speranza, seppur fragile, è ancora viva.
Nel suo commosso ricordo, ha descritto la figlia come una ragazza brillante, intelligente, a un solo esame dalla laurea al King’s College London e soprattutto un’ottima nuotatrice.
Proprio quest’ultimo dettaglio, secondo lei, renderebbe ancora meno credibile la tesi dell’incidente nel Mississippi.
Parole che riaccendono interrogativi mai sopiti.
Che fine ha fatto davvero Ylenia?
Cosa accadde in quelle ore drammatiche a New Orleans?
Domande che dopo più di trent’anni restano senza una risposta definitiva.
Ma Romina guarda anche al futuro.
L’artista ha infatti proposto la creazione di una fondazione dedicata alle persone scomparse, con l’obiettivo di offrire supporto concreto alle famiglie e mantenere alta l’attenzione su casi troppo spesso dimenticati.
Un progetto nato dal dolore, ma trasformato in speranza.
E intanto il mistero di Ylenia Carrisi continua ad avvolgere una delle vicende più enigmatiche e strazianti della cronaca italiana. Dopo questa rivelazione choc, in molti si chiedono se la verità possa ancora emergere o se resterà per sempre sepolta nel silenzio.


