SCOPPIA IL CASO CHIARA POGGI! “QUEL FOGLIO NON ERA IL PIANO DELL’ASSASSINO”: LA DIFESA DI ANDREA SEMPIO CONTRATTACCA E ATTACCA MEDIA E INQUIRENTI
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Nuovo terremoto mediatico sul delitto di Garlasco. Quello che per giorni è stato descritto come il presunto “manoscritto dell’assassino” di Andrea Sempio potrebbe in realtà essere tutt’altro. A sostenerlo con forza è l’avvocato Massimo Cataliotti, che in un video diffuso nelle ultime ore ha demolito la ricostruzione circolata sui giornali e in TV.
Secondo la difesa, il famoso foglio trovato nella spazzatura e attribuito da molti a una sorta di confessione nascosta, non conterrebbe alcun dettaglio sull’omicidio di Chiara Poggi. Anzi. Sarebbe soltanto una scaletta preparatoria per un progetto audiovisivo legato al momento in cui Sempio scoprì di essere nuovamente indagato.
“Non era l’appunto dell’assassino”, tuona il legale. “Era una semplice ricostruzione personale di ciò che accadde quel giorno”. Nel manoscritto, infatti, Andrea Sempio avrebbe annotato scene quotidiane: la televisione accesa in cucina, il cane che abbaia, i giornalisti sotto casa e lo shock per aver appreso dell’indagine.
Ma il dettaglio che ha fatto esplodere la polemica è un altro: perché quel foglio sarebbe stato gettato in un cassonetto lontano da casa? Per gli investigatori il gesto appariva sospetto. Per la difesa, invece, la spiegazione sarebbe banalissima. Sempio avrebbe semplicemente buttato il sacco della spazzatura nel centro raccolta vicino al luogo di lavoro, dove era autorizzato a conferire l’indifferenziata.
Una versione che però non convince tutti. In studio, durante il dibattito televisivo, sono piovuti dubbi e sospetti. “Perché fare tutta quella strada per buttare proprio quel foglio?”, domanda uno degli ospiti. E ancora: “Perché conservare uno scontrino per così tanto tempo?”.
Ed è proprio lo scontrino a tornare al centro della scena. Un dettaglio apparentemente insignificante che, secondo alcuni commentatori, potrebbe diventare un elemento decisivo. Nel corso della trasmissione emergono infatti dialoghi familiari delicatissimi. La madre di Sempio avrebbe detto: “Ho rovinato la vita a mio figlio, gli avevo detto io di tenere quello scontrino”.
Parole pesanti come macigni che alimentano nuovi interrogativi sul passato dell’indagine.
Ma il colpo di scena più inquietante arriva dalle intercettazioni del 2017. Gli inquirenti avrebbero riletto vecchi audio in cui Andrea Sempio pronuncia frasi considerate oggi potenzialmente compromettenti. In particolare una: “È successo qualcosa quel giorno… alle 9:30”.
Un orario che coincide in modo inquietante con la finestra temporale in cui, secondo la Procura di Pavia, Chiara Poggi potrebbe essere stata aggredita nella villetta di Garlasco.
Gli esperti, però, frenano. La professoressa Cristina Cattaneo non esclude né Alberto Stasi né Andrea Sempio dalla scena del crimine. E il dibattito si infiamma ancora di più.
Nel frattempo, i carabinieri avrebbero rimesso mano ai sette indizi che portarono alla condanna definitiva di Alberto Stasi, tentando di smontare pezzo dopo pezzo alcuni dei pilastri della sentenza.
Tra accuse, controaccuse, intercettazioni, orari misteriosi e prove contestate, il caso Garlasco torna ancora una volta a dividere l’Italia. E la sensazione è che il vero terremoto giudiziario possa essere appena iniziato.

