Stefano De Martino continua a mostrarsi sempre più a suo agio quando parla di lavoro e carriera, ma quando il discorso si sposta su suo figlio Santiago il tono cambia completamente. È lì che il conduttore di Affari Tuoi lascia emergere il lato più intimo e fragile, raccontando episodi di vita quotidiana che mostrano un rapporto padre-figlio molto stretto e fatto di confidenza, gioco e gesti spontanei.
Nel corso di un recente incontro pubblico, De Martino ha parlato anche delle sue paure personali e del modo in cui, con il tempo, è cambiato il suo rapporto con la notorietà e con l’immagine di sé. Ma è soprattutto nei racconti legati al figlio che si concentra la parte più emotiva del suo intervento, tra momenti divertenti e altri decisamente più profondi.
Uno dei passaggi più teneri riguarda proprio la quotidianità tra i due. Il conduttore racconta di serate passate insieme, spesso tra chiacchiere e confidenze, in un clima familiare semplice, lontano dai riflettori. È in questi momenti che Santiago, secondo il suo racconto, riesce a sorprenderlo con la naturalezza tipica dell’infanzia, tra frasi inaspettate e gesti che diventano ricordi indelebili.
Ma l’episodio che più di tutti lo ha colpito è quello che lo ha commosso fino alle lacrime. De Martino racconta che, dopo qualche giorno passato insieme, il figlio lo ha guardato e gli ha detto con spontaneità una frase che è rimasta impressa nella loro famiglia: “Papà, vieni qua che ho un attacco d’amore”. Un’espressione semplice, ma così intensa da diventare un piccolo codice affettivo tra i due, un modo tutto loro di dire “ti voglio bene” senza filtri.
Quel gesto, racconta il conduttore, lo ha spiazzato completamente. Santiago lo ha poi abbracciato e baciato, trasformando un momento normale in qualcosa di profondamente emotivo. Ed è proprio in quel passaggio che De Martino ammette di essersi commosso, perché a volte sono proprio le parole più spontanee dei figli a colpire più di qualsiasi discorso costruito.
Oggi quel modo di dire, “attacco d’amore”, è diventato una specie di linguaggio segreto tra padre e figlio, un’espressione che racchiude tutto il loro legame e che racconta più di qualsiasi dichiarazione pubblica.


