Famiglia nel bosco in Abruzzo: la Corte d’Appello rinvia la decisione sul ricorso

Famiglia nel bosco in Abruzzo: la Corte d’Appello rinvia la decisione sul ricorso

La vicenda della famiglia anglo-australiana che viveva in un casolare isolato in Abruzzo resta ancora aperta sul piano giudiziario. La Corte d’Appello dell’Aquila, dopo l’udienza odierna svolta da remoto, si è riservata di decidere sul reclamo presentato dai legali contro l’ordinanza del Tribunale per i Minorenni.I coniugi Trevallion dopo l'incontro con il presidente del Senato

Il provvedimento contestato aveva disposto la sospensione della responsabilità genitoriale nei confronti dei due genitori e l’allontanamento dei tre figli, attualmente collocati in una struttura comunitaria, dove mantengono comunque la possibilità di incontrare la madre secondo modalità stabilite.

La decisione della Corte è attesa entro il 27 gennaio.

Le posizioni delle difese

Nel corso dell’udienza, gli avvocati della coppia hanno presentato memorie e documenti, sostenendo che non sarebbero stati rispettati i requisiti necessari per un intervento così incisivo, come l’urgenza o la presenza di un pericolo concreto per i minori.

Secondo la difesa, sarebbero state possibili soluzioni alternative rispetto all’allontanamento dalla famiglia. È stato inoltre ribadito che l’istruzione dei bambini non sarebbe stata interrotta, ma gestita attraverso percorsi di educazione parentale e richieste di verifica scolastica.

Un altro punto sollevato riguarda il diritto all’ascolto dei minori, previsto dalle convenzioni internazionali, che secondo i legali non sarebbe stato adeguatamente garantito.Famiglia del bosco, la Corte d'Appello decide sull'allontanamento dei bimbi  - La Stampa

Il nodo dell’istruzione e della vita sociale

Tra gli elementi discussi rientra anche la questione della socializzazione e del percorso educativo dei bambini. Da una parte viene evidenziata la preoccupazione per le condizioni di crescita in un contesto isolato, dall’altra la difesa sostiene che non vi sia stata una reale privazione del rapporto con i coetanei, richiamando testimonianze e frequentazioni esterne occasionali.

Anche la regolarità del percorso scolastico è oggetto di valutazione, con documentazione presentata successivamente all’ordinanza e ora al centro di ulteriori verifiche.

Un caso ancora aperto

La vicenda resta quindi in fase di valutazione da parte della giustizia minorile, con posizioni ancora molto distanti tra loro: da un lato la tutela dei minori e le condizioni di crescita, dall’altro il diritto della famiglia a scegliere il proprio stile di vita e il rispetto delle garanzie procedurali.

In attesa della decisione della Corte d’Appello, la situazione dei tre bambini rimane affidata alla struttura in cui sono stati collocati, mentre proseguono i contatti regolati con i genitori e le verifiche sul loro percorso educativo e personale.