La chiesa di Santa Maria Maggiore è stata il teatro di un addio straziante. Familiari, amici, cittadini e autorità si sono uniti in un doloroso abbraccio collettivo per onorare la memoria della ricercatrice genovese. L’atmosfera era carica di dolore e commozione infinita.
Il padre Andrea, con voce rotta dall’emozione, ha ricordato Muriel bambina, piena di vita e sogni. Ha espresso la speranza che negli ultimi istanti quella grotta sommersa, teatro della tragedia, l’abbia accolta senza paura, accompagnata dalla vicinanza di qualcuno che l’abbia sostenuta nel silenzio dell’abisso.
Il sindaco Nicolas Spadalino ha proclamato il lutto cittadino, sottolineando il profondo legame della comunità con Muriel e il vuoto lasciato dalla sua scomparsa prematura. Tante persone hanno seguito la cerimonia anche fuori dalla chiesa, amplificate dagli altoparlanti, per rendere omaggio a questa giovane vita spezzata.
Le parole commosse dei fratelli Guido e Thomas hanno toccato i cuori presenti, evidenziando la brutalità del distacco e il mare come luogo metaforico della realizzazione del sogno di Muriel. Quel mare oggi è la sua dimora eterna, un legame indissolubile con la natura e la sua ricerca.
Gli amici e gli insegnanti hanno preso parola per condividere ricordi di una giovane donna che viveva con meraviglia e impegno, sempre dedicata alla ricerca scientifica sui cambiamenti ambientali. La sua passione per la tutela del pianeta è stata l’eredità più preziosa lasciata alla comunità.
Durante l’omelia, don Domenico Cravero ha invitato la comunità a trasformare il dolore in un messaggio di speranza e solidarietà. Ha ricordato con ammirazione il gesto disinteressato dei subacquei di Sulbiate che recuperarono le salme senza chiedere nulla: un esempio vivido di umanità in un momento di tragedia.

La famiglia ha sottolineato come Muriel incarnasse i valori della pace, della vicinanza e dell’aiuto reciproco. La sua esistenza, seppur breve, è stata una testimonianza vivente di serenità e meraviglia, lasciando un’impronta indelebile nella comunità di Poirino e nell’animo di chi l’ha amata.
Ora le ceneri della giovane biologa saranno disperse nelle acque di Finale Ligure, un gesto carico di simbolismo e rispetto per una ragazza che ha dedicato la vita alla salvaguardia del mare e delle future generazioni. Un ultimo abbraccio con il mare che tanto amava.
La tragedia che ha colpito Muriel e i suoi compagni alle Maldive ha scosso profondamente l’intera nazione. La comunità scientifica genovese e i cittadini sono in lutto, ma anche determinati a continuare il percorso della ricerca e della tutela ambientale che Muriel difendeva con passione.
In queste ore di dolore intenso, il ricordo di Muriel Oddenino si fa forza collettiva per promuovere consapevolezza e responsabilità verso un pianeta da proteggere. La giovane scienziata rimarrà un simbolo di dedizione e coraggio, un esempio luminso per tutti.
Il funerale si è trasformato in un momento di unione, riflessione e impegno condiviso. Il mare, eterno elemento che l’ha accolta e infine portata via, resta il filo invisibile tra la sua vita e il suo lascito, tra la tragedia e la speranza che ne segue.
Così, mentre Poirino piange la sua figlia più brillante, la Liguria e tutta Italia si preparano a rendere omaggio attraverso un gesto di grande rispetto: la dispersione delle ceneri di Muriel nel mare che lei tanto amava, simbolo della sua passione immortale.


