Delitto di Garlasco e la “traccia a V”: “Impossibile vederci una suola. E i tappetini in auto erano puliti”

Delitto di Garlasco e la “traccia a V”: “Impossibile vederci una suola. E i tappetini in auto erano puliti”

Garlasco (Pavia) – Torna al centro del dibattito uno degli elementi più discussi dell’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi: la cosiddetta “traccia a V”, una delle impronte individuate sulla scena del crimine e da anni oggetto di interpretazioni contrastanti tra accusa e difesa.Alberto Stasi

A intervenire sul punto è Giorgio Portera, ex ufficiale del Ris di Parma e genetista forense, che ha analizzato la natura del segno lasciato sul pavimento della villetta di via Pascoli. Secondo il consulente, non si tratterebbe di un’impronta riconducibile con certezza a una suola di scarpa, e in particolare non sarebbe possibile attribuirla alle Lacoste indossate da Alberto Stasi.

“La traccia a V non ha la forma di un’orma di scarpa – spiega Portera – richiama solo una minima parte di una suola simile alla Lacoste. Non essendoci tratti caratteristici, non è possibile ricondurla certamente a una suola. Esistono inoltre altre scarpe con lo stesso disegno”.

Il tema delle calzature torna anche in relazione alle verifiche effettuate il giorno successivo al delitto, quando Stasi consegnò agli investigatori le scarpe indossate il giorno precedente. Secondo l’esperto, non è possibile escludere che eventuali residui possano essere scomparsi nel tempo a seguito dell’uso, anche se in genere tracce ematiche tendono a persistere.

“Non è scontato che chi entra su una scena del crimine con sangue sulle scarpe mantenga residui visibili nel tempo – osserva Portera – ma la permanenza dipende da molte variabili, come il tempo trascorso e il tipo di camminata”.

Il dibattito si collega anche alle consulenze medico-legali prodotte nel corso del processo d’appello bis, nelle quali si evidenziava una “possibilità marginale” che l’imputato potesse evitare di entrare in contatto con le tracce ematiche presenti sul pavimento durante il presunto percorso all’interno dell’abitazione.Chiara vide le foto porno collezionate da Stasi nel pc: come hanno fatto i  consulenti dei Poggi a scoprirlo

Gli studi sperimentali sulle scarpe Lacoste hanno inoltre evidenziato una capacità di adesione e trasferimento di particelle ematiche, con risultati positivi al luminol in diverse prove. Tuttavia, un punto rimasto controverso riguarda i tappetini dell’auto di Stasi, sui quali non sarebbero state rilevate tracce compatibili con un eventuale trasferimento di sangue.

Proprio questo elemento viene considerato da alcuni consulenti come significativo: se le scarpe avessero effettivamente raccolto materiale ematico in quantità rilevante, un trasferimento nell’auto sarebbe stato plausibile. L’assenza di riscontri in quel senso ha alimentato ulteriori interpretazioni divergenti tra le parti.

Nel complesso, la “traccia a V” resta uno dei punti più discussi dell’intera vicenda giudiziaria, ancora oggi al centro di letture opposte tra chi la considera un indizio compatibile con la presenza dell’imputato e chi, invece, la ritiene non sufficientemente definita per attribuzioni certe.