“Le avevo detto di andarsene”. Il dramma di Samanta Zironi, uccisa in casa dopo anni di litigi

“Le avevo detto di andarsene”. Il dramma di Samanta Zironi, uccisa in casa dopo anni di litigi

Nel palazzo di via Gatti Casazza, a Ferrara, tutti conoscevano le discussioni. Le urla, le porte sbattute, le chiamate alle forze dell’ordine. Nessuno però immaginava che quella storia, fatta di fragilità e tensioni quotidiane, potesse concludersi con una tragedia.La porta dell’appartamento nel quale si è consumato il delitto, posta sotto sequestro dalla polizia di Stato (foto Businesspress)

La vittima è Samanta Zironi, 50 anni. Per la sua morte è stato fermato il marito, Vladimiro Lombardi, 52 anni, ritenuto dagli investigatori il principale sospettato. Secondo quanto emerso finora, la donna sarebbe stata colpita al torace all’interno dell’appartamento in cui la coppia viveva da anni.

A colpire, nelle ore successive al delitto, sono soprattutto i racconti dei vicini. C’è chi parla di liti frequenti e di una situazione che andava avanti da molto tempo. Una residente del palazzo racconta di aver più volte invitato Samanta ad allontanarsi da quella casa e di averle suggerito di tornare dalla madre. Un consiglio che, secondo il suo racconto, la donna aveva preso in considerazione, promettendo che avrebbe denunciato se la situazione fosse peggiorata ancora.

Un’altra vicina ricorda episodi di forte tensione avvenuti in passato. In una circostanza avrebbe sentito la donna chiedere aiuto mentre dall’appartamento arrivavano rumori violenti. Fu proprio lei a chiamare i carabinieri. Eppure, nonostante gli interventi e le preoccupazioni di chi viveva nello stabile, non risultano denunce formali presentate dalla vittima.il Resto del Carlino | Tutte le ultime notizie in tempo reale dall'Emilia  Romagna e dalle Marche

L’ultima discussione sarebbe stata sentita venerdì intorno a mezzogiorno. Poi il silenzio. Ore dopo, nel cuore della notte, la chiamata ai soccorsi. Sarebbe stato proprio Lombardi a contattare il 118 tra le tre e le quattro del mattino. Quando i sanitari sono arrivati nell’abitazione, per Samanta non c’era ormai più nulla da fare.

La scena che si è presentata davanti ai soccorritori ha lasciato sgomenti anche gli abitanti della zona. Alcuni residenti hanno raccontato di essersi accorti della presenza di polizia, ambulanze e uomini della Scientifica soltanto nelle prime ore dell’alba, comprendendo subito che qualcosa di gravissimo era accaduto nell’appartamento della coppia.

Chi li conosceva descrive Samanta e Vladimiro come due persone segnate da difficoltà economiche e personali. Per anni avevano partecipato come volontari alle Feste dell’Unità del quartiere Barco, dove erano diventati volti familiari per molti militanti e residenti. Lui era ricordato per il carattere espansivo e la risata inconfondibile; lei per la sua discrezione e il suo modo silenzioso di stare accanto al marito.

Oggi, però, quei ricordi si intrecciano con l’incredulità per una vicenda che ha sconvolto l’intero quartiere. Mentre gli investigatori cercano di ricostruire con precisione le ultime ore di vita di Samanta e il possibile movente del delitto, resta il dolore di chi aveva assistito per anni a una situazione difficile senza immaginare che sarebbe finita nel modo più tragico.

Nelle prossime ore il giudice sarà chiamato a valutare il fermo di Vladimiro Lombardi. L’inchiesta prosegue nel massimo riserbo, mentre Ferrara si interroga su una tragedia che, secondo molti vicini, sarebbe stata preceduta da segnali rimasti troppo a lungo inascoltati.